GALLARATE

link: http://www.varesenews.it/2015/05/la-storia-di-ion-operaio-bruciato-vivo-raccontata-da-dario-fo/369640/

La storia di Ion operaio bruciato vivo raccontata da Dario Fo

Il Premio Nobel e Florina Cazacu, figlia dell'operaio rumeno bruciato vivo dal datore di lavoro, interverranno al Teatro del Popolo mercoledì 13 maggio alle 17 e 30.

ion cazacu

«Di questa infamità vergognosa noi, spettatori spesso indifferenti, siamo del tutto colpevoli». Con questa frase lapidaria il premio Nobel Dario Fo riassume il dramma umano e sociale che la storia di Ion Cazacu, operaio, bruciato vivo da un imprenditore edìle di Gallarate, a distanza di 15 anni evoca ancora nella comunità.

Mercoledì 13 maggio al teatro del Popolo di Gallarate, Dario Fo e Florina Cazacu, figlia di Ion, racconteranno la storia di questo  ingegnere rumeno, che in Italia faceva l’operaio piastrellista, vittima innocente della violenza cieca del suo datore di lavoro. Un caso non isolato perché le storie di violenza e di soprusi nei confronti di lavoratori stranieri purtroppo si ripetono. Come non ricordare la vicenda dei due operai kosovari nelle Marche uccisi da un impresario locale perché,  come aveva fatto Ion Cazacu, avevano chiesto il rispetto dei loro diritti di lavoratori.

Dario Fo da anni voleva raccontare questa storia che tanto aveva colpito anche Franca Rame: ora, con l’aiuto di Florina Cazacu, è riuscito a riportare alla memoria quei fatti violenti nel libro “Un uomo bruciato vivo”.

Nella giungla del mercato del lavoro, soprattutto quello edìle, laddove non ci sono regole, vince chi ha più potere. E la nostra giustizia, come dimostra Florina, non riesce sempre a imporre la verità e il diritto.

Siamo nella Lombardia dei “masson” (i muratori degli antichi Comuni), la ’ndrangheta controlla il mercato del lavoro, il diritto è sospeso. La frode contributiva e fiscale è senza controlli. Chi ha la forza di opporsi alle mafie? Se la politica è assente, la tenacia e la caparbietà di Florina servono come modello per non rinunciare ad alzare la voce e a chiedere giustizia e verità. «Non ho fatto altro che cercare di comportarmi così come mi ha sempre insegnato mio padre. Non arrendersi mai, non rimanere fermi ad assistere alle ingiustizie mentre pochi uomini spietati ci trattano da schiavi».

di Redazioneredazione@varesenews.it

Pubblicato il 11 maggio 2015

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CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA

GIANCARLO LANDONIO

VIA STOPPANI,15 -21052 BUSTO ARSIZIO –VA- ITALIA

(Quart. Sant’Anna dietro la piazza principale)

e-mail: circ.pro.g.landonio@tiscali.it

------------------------------------------------------Archivio volantini diffusi in prov. di Varese: anno 2000.

E’ MORTO ION CAZACU DOPO ATROCI SOFFERENZE

bruciato vivo dall’imprenditore Iannece

NIENTE DEVE RESTARE IMPUNITO!

 

Solidarietà a Ion Cazacu e a tutti gli immigrati. Niente resterà impunito!

Questo pomeriggio, 14 aprile 2000, dopo un mese di atroci sofferenze è morto all’ospedale Villa Scassi di Genova Ion Cazacu bruciato vivo la sera del 14 marzo scorso dall’ imprenditore edile Cosimo Iannece.

Questo assassinio brutale oltre a gridare vendetta sta facendo emergere uno spaccato profondo della realtà di vita degli immigrati in zona (e non solo) e dei rapporti attuali padroni-operai. Vediamoli in sintesi.

1.     Iannece ha organizzato l’attività nei propri cantieri utilizzando manodopera, soprattutto immigrata, a straccia mercato, con orari di 12 ore al giorno per 10.000 lire al mq. di costruzione senza regole contrattuali, contributi, ecc.

2.     Ha dato in subaffitto ai  lavoratori rumeni da lui sfruttati, due locali in via Pietro Micca a Crenna di Gallarate per due milioni di lire al mese che tratteneva direttamente dalla busta paga, riducendola così a meno di 700.000 lire mensili.

3.     Di fronte alle timide rimostranze di Ion contro questa razzia del lavoro e del salario, il padroncino Iannace si è sentito in diritto di castigarlo: bruciandolo vivo.

Ion era un ingegnere rumeno che ha lasciato il proprio paese in cerca di un lavoro qualsiasi per poter mantenere la propria famiglia, accettando di impugnare la cazzuola il piccone e la pala. Lui, come tanti altri, è finito nelle mani del “giovane imprenditore rampante” varesino che ha elevato la razzia del lavoro a propria immagine e certezza di guadagno.

Il “caporale” e “schiavista” Iannece non è un retaggio del passato ma un frutto genuino del sistema capitalistico attuale che ha riportato in auge tutti i sistemi di sfruttamento (schiavismo compreso) per aumentare competitività e profitti.

Di questi padroni e mercanti di carne umana ce n’è un’infinità basti vedere il proliferare di agenzie di lavoro interinale.

Il primo responsabile di questa morte e condizione di vita degli immigrati è lo Stato borghese che in questi anni, in accordo con tutte le associazioni padronali – sindacali e tutti i partiti parlamentari, ha legalizzato ogni forma di lavoro nero, di “caporalato” e di “schiavismo” proprio per consentire la man bassa sul lavoro e sul salario nonché una serie di leggi per schiacciare e sterminare una parte di immigrati.

Contro questa realtà è indispensabile la crescente sollevazione operaia. Non i piagnistei servono, ma la costruzione di una forte organizzazione di classe, sindacale e politica, per combattere l’attuale bestiale sistema di sfruttamento capitalistico basato sulla razzia del lavoro e lo sterminio operaio.

- Colpire i responsabili e i protettori di ogni misfatto contro qualsiasi immigrato e operaio metropolitano. Niente deve rimanere impunito!

- Esigere che nessuna forma di salario sia inferiore a 2.000.000 di lire mensili e che la giornata lavorativa non superi le otto ore.

- Costruire l’unione di lotta tra lavoratori immigrati e locali contro il nemico comune: il padronato e lo Stato borghese per una società senza sfruttati ne sfruttatori, senza frontiere e nazionalità, di liberi ed uguali.

Gallarate 14 aprile 2000

                                                          - Comitato territoriale per la costruzione del sindacato di classe-

Stampinprop. Via Novara 4.                                                - Rivoluzione Comunista sede di Gallarate.

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Reprint. Gallarate - Busto Arsizio - Varese. Aprile 2000. Affisso in buon numero anche come manifesto form. A3.

Edizione a cura di

RIVOLUZIONE COMUNISTA

SEDE CENTRALE: P.za Morselli, 3 - 20154 Milano-
e-mail: rivoluzionec@libero.it

http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/ 

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·        Canzoni contro la guerra - Canzone per Ion

www.reti-invisibili.net/ioncazacu/ 

 

30/mar/2005 - scheda a cura di Alfredo Simone. Ion Cazacu, quarantenne piastrellista rumeno, muore il 16 aprile del 2000 dopo un mese di agonia ...

  Bruciato vivo dal datore di lavoro, Ion Cazacu diventa una canzone

Bruciato vivo dal datore di lavoro, Ion Cazacu diventa una canzone
Varese News (cliccaci sopra)
Pierpaolo Capovilla canta Ion Cazacu, l'operaio piastrellista bruciato vivo nel 2000 dal suo datore di lavoro Cosimo Iannece perchè aveva osato rivendicare i suoi diritti dopo anni di lavoro in nero. Il front man del gruppo rock ?Il Teatro degli ...

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